Martedì 14 aprile e 5 maggio 2026, orario 17.30-19, al Museo Geologico delle Dolomiti a Predazzo

Il Museo Geologico delle Dolomiti a Predazzo propone tre incontri formativi dedicati allo studio dei ghiacciai.
Il ciclo, condotto da docenti universitari, ricercatrici e ricercatori, affronta il tema in maniera multidisciplinare, considerando come il ritiro dei ghiacciai, la degradazione del permafrost e i cambiamenti della criosfera influenzino l’ambiente, la società e l’economia. Questa iniziativa conferma l’impegno del museo nel promuovere una cultura di rispetto per l’ambiente e per il territorio.

Martedì 14 aprile 2026, orario 17.30-19, al Museo Geologico delle Dolomiti a Predazzo
Il clima e i suoi dimenticati: viaggio nella biodiversità glaciale

Secondo recenti studi scientifici i ghiacciai non sono semplici distese di ghiaccio, ma veri e propri habitat per una straordinaria varietà di specie, spesso uniche al mondo. Il ritiro dei ghiacciai minaccia seriamente questa biodiversità, formata da organismi capaci di vivere in condizioni estreme.
Mauro Gobbi – ricercatore MUSE, che si occupa di biodiversità e di ecologia degli ambienti d’alta quota, ci porterà esempi dalle Alpi e da spedizioni internazionali spiegando cosa accade agli ecosistemi quando i ghiacciai si ritirano. Un’occasione per riflettere sull’importanza dei ghiacciai come pilastri culturali dai quali tutti dipendiamo, direttamente o indirettamente.

Martedì 5 maggio 2026, orario 17.30-19, al Museo Geologico delle Dolomiti a Predazzo
Alpi, le comunità

Le comunità alpine nei cambiamenti climatici: etnografie tra diniego e resilienza
Il cambiamento climatico non è solo una questione ambientale, ma anche una crisi di senso che mette in discussione le nostre categorie di “natura”, “normalità” e “futuro”. L’antropologia aiuta a comprendere come le comunità alpine vivono e interpretano questa trasformazione, studiando i ghiacciai come “luoghi culturali” carichi di significati identitari, relazionali e storici. Quando un ghiacciaio minaccia di crollare, emergono dinamiche complesse: la percezione del rischio si scontra con interessi economici, (s)fiducia nella scienza e credibilità politica, portando talvolta a oscurare scenari inquietanti per proteggere il senso del proprio futuro. Negli ultimi anni, in parallelo, si sono moltiplicati i “funerali dei ghiacciai” — cerimonie simboliche che elaborano collettivamente il lutto per una perdita reale e metaforica, trasformando la crisi climatica in un’esperienza condivisa. Attraverso lo sguardo antropologico ed etnografico si cercherà di far luce sulle interconnessioni profonde tra comunità, ambiente e non-umano, e di valorizzare l’importanza di un dialogo necessario tra scienze sociali e naturali per comprendere non solo cosa sta cambiando, ma come viene vissuto e risignificato dai territori sentinella del cambiamento.
A cura di Elisabetta Dall’Ò – antropologa Università di Torino

Il primo incontro si è svolto martedì 3 febbraio 2026.
Ghiacciai alpini, suono e ricerca scientifica
Il valore delle misure sonore per la ricerca scientifica sulla scomparsa dei ghiacciai alpini.
Durante l’incontro verrà illustrato come le variazioni quotidiane della pressione sonora possano rivelare i momenti e l’intensità con cui neve e ghiaccio si sciolgono, oltre a mostrare come il ghiacciaio risponde dal punto di vista idrologico. Questo metodo consente di mettere in luce anche i cambiamenti stagionali e giornalieri.
La misurazione sonora rappresenta un approccio innovativo, capace di sfruttare il potenziale dell’acustica come strumento di ricerca sulla criosfera e sull’idrologia. Un metodo che, al contempo, permette di comunicare in modo coinvolgente ed emozionale la situazione critica dei ghiacciai alpini.
A cura di Roberto Ranzi – Università di Brescia, Christian Casarotto – glaciologo MUSE, Sergio Maggionisound artist del progetto Un Suono In Estinzione.

Target: primaria, secondaria I e II grado

Per partecipare è consigliato prenotare museo.predazzo@muse.it o telefonicamente al 0462 500366.

È possibile partecipare anche a un solo incontro, con riconoscimento delle ore di formazione per i e le docenti partecipanti.

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